Scoperta e crawling
robots.txt, link interni, sitemap. Se una pagina non è raggiungibile, per il motore non esiste.
Guide · SEO
Un sito che Google non riesce a leggere non posiziona, qualunque cosa dicano i contenuti. La parte tecnica è quella che si sistema una volta e smette di costare: canonical, redirect, sitemap, codici di stato, rendering.
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La SEO tecnica non è un elenco di trucchi: è l’insieme delle condizioni che permettono a un motore di scoprire le pagine giuste, leggerle senza errori e decidere quale URL rappresenta un contenuto. Quando queste condizioni mancano, il resto del lavoro (testi, link, campagne) rende meno del previsto.
Nella pratica, la maggior parte dei problemi che troviamo è noiosa: un canonical che punta alla pagina sbagliata, una catena di redirect lunga tre salti, una sitemap che elenca URL in noindex, un JavaScript che nasconde i contenuti. Nessuno di questi richiede una strategia: richiede un metodo.
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Se dovessimo scegliere solo sei cose da guardare in un sito sconosciuto, sarebbero queste.
robots.txt, link interni, sitemap. Se una pagina non è raggiungibile, per il motore non esiste.
Un solo URL per ogni contenuto: varianti con e senza slash, parametri, versioni stampa, pagine di prova.
301 dove il contenuto si è spostato, 404 dove non c’è più, 410 quando la rimozione è definitiva.
Il contenuto deve esserci nell’HTML, non comparire dopo tre chiamate API e un caricamento asincrono.
Tempi di risposta, peso delle risorse, Core Web Vitals misurati su utenti reali, non solo in laboratorio.
Organization, Breadcrumb, Service, FAQ: coerenti con ciò che la pagina mostra davvero.
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Il codice di stato è la prima cosa che un crawler legge. Vale la pena usarlo bene.
| Codice | Significato | Quando usarlo |
|---|---|---|
| 200 | Contenuto servito | La pagina esiste e va indicizzata. |
| 301 | Spostamento permanente | L’URL è cambiato: il nuovo indirizzo eredita il valore. |
| 302 | Spostamento temporaneo | Manutenzione o test. Non va usato per un cambio definitivo. |
| 304 | Non modificato | La copia in cache del client è ancora valida. |
| 404 | Non trovato | La pagina non esiste. Va mostrata una pagina utile, non un vicolo cieco. |
| 410 | Rimosso definitivamente | Contenuto eliminato senza un sostituto. |
| 429 | Troppe richieste | Limite di frequenza: i motori rallentano e tornano dopo. |
| 5xx | Errore del server | Da monitorare: se dura, il crawling si ferma. |
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Si parte dai dati, non dagli strumenti. Search Console dice cosa Google ha indicizzato e cosa ha scartato; i log del server dicono cosa ha davvero chiesto; un crawl completo dice cosa è raggiungibile. Le tre fonti vanno lette insieme, perché ognuna racconta una parte.
Poi si interviene per impatto e costo: prima ciò che toglie pagine sbagliate dall’indice, poi ciò che migliora la lettura, infine le rifiniture. Un audit che produce sessanta interventi senza ordine non è un audit: è una lista della spesa.
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Alcune cose continuano a circolare e non hanno effetto: il meta keywords, la densità di parole chiave, il numero esatto di H1, il nofollow interno usato per “distribuire meglio” il valore dei link. Sono abitudini nate dieci anni fa e rimaste per inerzia.
Altre cose contano più di quanto si pensi: la velocità del server, la pulizia dei contenuti duplicati, la qualità dei link interni e la coerenza tra ciò che una pagina promette nel titolo e ciò che mostra. La SEO tecnica è soprattutto igiene.
Non un punteggio. Una tabella con problema, impatto, effort e stato, aggiornata ogni mese. Se un intervento non si può fare, resta scritto perché.
FAQ Domande frequenti
Dipende dalla dimensione del sito. Un sito di trenta pagine si legge in pochi giorni; un catalogo con migliaia di URL richiede più tempo. Il preventivo è scritto e separa analisi e interventi.
Quasi mai. Nella maggior parte dei casi bastano correzioni mirate: canonical, redirect, sitemap, rendering. Il rifacimento si valuta solo se la base è fragile.
Un controllo dopo ogni modifica strutturale e una revisione periodica. I problemi tecnici tornano quando cambiano template, plugin o URL.
No. Possiamo garantire che il sito sia leggibile, veloce e coerente. Il resto dipende da concorrenza, contenuti e tempo.