Un noindex
Nel meta o in un header HTTP. Spesso arriva dallo staging e resta in produzione dopo il lancio.
Guide · SEO
Tra una pagina pubblicata e un utente che la trova ci sono quattro passaggi. Quando qualcosa non funziona, sapere in quale passaggio si è rotto evita di intervenire a caso.
01
Scoperta: Google trova l’URL da una sitemap, da un link o da una richiesta manuale. Crawling: scarica la pagina rispettando robots.txt e i limiti del server. Rendering: esegue JavaScript e costruisce il DOM. Indicizzazione: decide se la pagina merita di stare nell’indice e con quale URL.
Il posizionamento viene dopo, ed è un’altra cosa. Confondere indicizzazione e posizionamento è l’errore che porta a dire “non siamo in prima pagina” quando il problema è che la pagina non è nemmeno nell’indice.
02
Nel meta o in un header HTTP. Spesso arriva dallo staging e resta in produzione dopo il lancio.
La pagina si dichiara duplicata di un’altra e viene accorpata alla versione indicata.
Pagine quasi identiche, generate in serie, senza valore aggiunto rispetto a quelle già presenti.
Errori 5xx, timeout, blocchi nel robots.txt, URL orfani che nessuna pagina linka.
03
Ogni comando fa una cosa precisa. Usarne uno per ottenere l’effetto di un altro è la fonte di metà dei problemi.
| Comando | Cosa fa | Cosa non fa |
|---|---|---|
| robots.txt Disallow | Impedisce il crawling | Non rimuove dall’indice una pagina già indicizzata |
| Meta robots noindex | Chiede di non indicizzare | Non impedisce il crawling: va letta |
| X-Robots-Tag | Come meta noindex, ma via HTTP | Non vale per file che non passano dal server |
| Canonical | Indica l’URL preferito | È un suggerimento, non un ordine |
| Sitemap | Elenca gli URL da scoprire | Non garantisce l’indicizzazione |
04
Il report Pagine raggruppa gli URL per stato: indicizzate, escluse, con errori. Ogni esclusione ha un motivo, e il motivo va letto prima di correggere. “Scansionata ma non indicizzata” non è un errore: è una decisione di Google, che a volte cambia da sola.
Lo strumento più utile è il controllo URL: mostra l’ultima scansione, il rendering e la pagina così come la vede Google. È lì che si scopre se il contenuto esiste nell’HTML o compare solo dopo l’esecuzione di uno script.
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Una sitemap che elenca centinaia di URL in noindex. Un sito che blocca il CSS e poi si chiede perché il rendering è sbagliato. Un cambio di dominio senza redirect. Una pagina di ricerca interna indicizzata che genera migliaia di URL vuoti.
Nessuno di questi problemi si risolve con i contenuti. Si risolvono leggendo i dati e correggendo la causa. È meno affascinante di una strategia, ed è ciò che sposta i numeri.
Dopo una correzione, l’indice può metterci giorni o settimane ad aggiornarsi. Chi promette effetti immediati non ha mai guardato un report di Search Console.
FAQ Domande frequenti
Un sito nuovo può richiedere giorni o settimane. Un sito con storia viene scansionato più in fretta. La sitemap aiuta la scoperta, non la velocità di indicizzazione.
Entrambi dicono che la pagina non c’è. Il 410 è più esplicito sulla definitività. Se il contenuto è stato spostato, serve un 301.
Sì, dal controllo URL di Search Console, per le pagine importanti. Non è una strategia: è un’accelerazione per pochi URL.
Può dipendere da una pulizia (buona notizia), da un noindex finito in produzione (brutta notizia) o da una scelta di Google. Va letto il motivo, non il numero.