Scelta dei canali
Quali canali servono davvero, in quale ordine aprirli e quali evitare. Con una stima del investimento e del tempo di ritorno.
Servizi · Distribuzione
Un buon prodotto venduto nel canale sbagliato sembra un prodotto mediocre. La distribuzione è la disciplina che decide dove, a chi e a che condizioni arriva ciò che fate.
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Ogni canale ha una struttura di costo diversa. Il retail chiede margini, spazi e promozioni; l’ingrosso chiede volumi e tempi di pagamento; il marketplace chiede schede, recensioni e logistica; la vendita diretta chiede acquisizione e assistenza. Lo stesso prezzo di listino non funziona ovunque.
Prima di aprire un canale mettiamo sul tavolo tre numeri: quanto costa arrivare al cliente, quanto resta all’azienda, quanto vale quel cliente nel tempo. Se il conto non torna, il canale non si apre.
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Quali canali servono davvero, in quale ordine aprirli e quali evitare. Con una stima del investimento e del tempo di ritorno.
Prezzi per canale, sconti, promozioni e condizioni di pagamento. Un listino chiaro evita trattative estenuanti e protegge il margine.
Magazzino, spedizioni, resi, imballi e tracciamento. Lavoriamo con operatori selezionati, senza promettere strutture che non abbiamo.
Sell-in, sell-out, giacenze, resi per canale. Senza questi numeri si compra a sensazione e si vende a caso.
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Vendere è chiudere un ordine. Distribuire è far sì che quel prodotto sia disponibile, conosciuto e riacquistato nel posto giusto. Richiede accordi, materiali, formazione dei venditori e un presidio che dura nel tempo.
Per questo, quando un cliente ci chiede “trovatemi un distributore”, la prima domanda è un’altra: che cosa sapete fare meglio di chi vende già quel prodotto nella stessa zona?
Non siamo un grossista con magazzino proprio e non compriamo stock per rivenderlo. Costruiamo e presidiamo il canale; la merce viaggia con operatori scelti e contratti chiari.
FAQ Domande frequenti
Nessuna delle due cose per default. Progettiamo il canale, negoziamo le condizioni e presidiamo l’esecuzione. Chi vende resta un soggetto terzo, con un accordo scritto.
Sì. La distribuzione amplifica un prodotto che funziona; non ripara un prodotto che non convince, un imballo inadeguato o un prezzo fuori mercato.
Sì, quando il canale è coerente con il posizionamento. Ogni marketplace ha regole, commissioni e logistica proprie: vanno valutate prima, non dopo la prima vendita.
Con dati per canale: venduto, reso, margine, costo di acquisizione e riacquisto. Un totale che cresce può nascondere un canale che perde soldi.