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Ottobre 29, 2020
Social MediaTecnologiaWeb

I dati personali e il difficile rapporto con il Machine learning

Dati personali protezione garante

Il Machine learning

Molti avranno sentito parlare di tecnologie machine learning che hanno preso il sopravvento nel modo di fare business grazie ad una grande mole di dati a disposizione. Ma cosa è il machine learning?

Machine learning, in italiano apprendimento automatico, è lo studio di algoritmi informatici che migliorano automaticamente attraverso l’esperienza. In sostanza una volta che l’uomo ha dato l’input alla macchina su come risolvere un problema, la macchina fa tantissimi esercizi in autonomia, ad una velocità sovrumana, per imparare a risolvere il problema nel modo più brillante possibile. Non è altro che intelligenza artificiale e essendo una macchina a fare il lavoro il margine di errore è bassissimo o pari a 0 quindi sembra chiaro che queste macchine stiano diventando più intelligenti dell’uomo. Un esempio storico di questo è il fatto che una macchina sia riuscita a battere il campione del mondo ad uno dei giochi da tavolo più difficili, AlphaGo. A riguardo se interessati ad approfondire consigliamo di vedere su questa pagina il film AlphaGo (2017).

I dati personali

Come abbiamo detto in precedenza sono nati nuovi business che utilizzano tecnologie di machine learning per sfruttare una grande mole di dati. Ma di chi sono questi dati?

Sono i colossi della Silicon Valley a fare business grazie ai dati che hanno in possesso. Stiamo parlando di Facebook, Google, Instagram, Twitter, Linkedin e tanti altri. Queste aziende sono in possesso di tutti i nostri dati che noi abbiamo gentilmente offerto loro appena abbiamo scaricato queste app sul nostro cellulare. Tutti i nostri dati vengono messi insieme per essere analizzati da grandi macchine, dotate di tecnologie machine learning, che generano informazioni molto accurate e che sono preziose per le aziende. Conoscono le nostre preferenze, le nostre abitudini, come passiamo il tempo e in questo modo sono anche capaci di individuare che tipo di persona sei, e nel 99,9% dei casi arrivano alla giusta conclusione.

Tutti questi dati non sono venduti come si è sentito dire sui Social, ma sono come oro per queste aziende quindi non è pensabile che possano venderli, li usano loro per creare profitto. Il modo più efficace di farlo, è quello di indirizzare le pubblicità degli inserzionisti ai tipi di target a cui è riferita in modo tale da avere la massima efficacia in termini di visibilità. Il problema non sorge tanto dal fatto che utilizzano i nostri dati per accontentare le nostre preferenze, questa potrebbe essere una cosa positiva, il problema è che grazie ai nostri stessi dati che abbiamo fornito è come se ci “manipolassero” per farci restare incollati su uno schermo per ore ed ore.

Questa purtroppo è la triste verità che vivono molti giovani senza rendersene conto perché inconsciamente credono di aver trovato il post perfetto o la canzone preferita quando in realtà sono stati i Social a consigliarlo che grazie ad informazioni accurate, sanno cosa ci piace e non.

Dati e machine learning Google

La paura legata a queste tecnologie

Molte persone leggendo questo articolo potranno pensare che ormai siamo spacciati ma non è così. Ricordiamo innanzitutto che è l’uomo a dare l’input alla macchina quindi pensare che le macchine possano rimpiazzarci completamente è sbagliato. L’avanzare di queste tecnologie non è un altro che un progresso per la società, ci hanno permesso di fare cose impensabili 10 anni fa, quindi condannarle arbitrariamente non è la cosa giusta. Le tecnologie che abbiamo a disposizione se utilizzate nel modo giusto e per il bene della società sono attualmente lo strumento più forte per spingere il progresso.

Non nascondiamo però che ci sono dei problemi legati al modo in cui i Colossi del web la stanno utilizzando. Il problema principale è che spesso questi servizi non si pagano perché il servizio siamo noi, questo significa che siamo considerati come una fonte di guadagno e quindi veniamo “spremuti” come qualsiasi altra risorsa fino a quando non hanno ricavato il profitto necessario. Dovrebbe quindi cambiare il modo in cui queste aziende vedono i loro utenti, tramite una regolamentazione a riguardo poiché si sa che l’incentivo economico è più forte di qualsiasi altro incentivo. Un secondo problema è che questi strumenti se usate da persone con sete di potere, possono portare alla distruzione del pianeta, e non è un’esagerazione poiché siamo manipolati senza che ce ne rendiamo conto quindi è facile inculcarci certe idee che oggi additiamo come assurde ma che in pochi anni potrebbero convincerci.

E tu cosa ne pensi a riguardo? Secondo te è possibile uscire da questo circolo vizioso?

Per saperne di più sulle nuove tecnologie, sul digital e sul marketing, visitate il nostro blog!

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Riccardo de Bernardinis è nato a Roma nel 1994, ha frequentato molti corsi in città americane tra Miami, Boston, Los Angeles e San Diego. La sua passione per la cultura americana lo ha portato ad iscriversi alla John Cabot, la prima università americana in Italia. Nel 2016 ha lanciato Ernesto.it, una delle principali piattaforme web e Apps nel mercato italiano dei servizi per la casa. Dopo un anno, ha chiuso il primo Round d' investimento con uno dei più importanti imprenditori sudamericani. Nei primi anni di lancio Ernesto è stato selezionato per i più prestigiosi programmi di accelerazione startup dove Riccardo de Bernardinis ha frequentato personalmente incontrando mentor e investitori da ogni parte del mondo. Tra questi, ha frequentato per 3 mesi Plug N Play Tech Center (Cupertino, Silicon Valley), B-Heroes (Milano), Tech Italia Lab (Londra) e Build it Up (Italia). Riccardo ha inoltre fondato Buytron, una prestigiosa software house specializzata in Apps, AI, Piattaforme Web, Branding e servizi digitali. La sua missione è innovare, trasformando l'analogico in digitale.

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