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Novembre 12, 2020
Tecnologia

Privacy digitale: come rimanere anonimi nell’era di internet

Privacy Online

Nell’epoca della transizione da analogico a digitale il mondo si sta trovando di fronte ad un colossale problema mai riscontrato prima: la difesa delle propria privacy. 

Le informazioni governano il mondo, lo sanno gli economisti, lo sanno anche i data scientists; ai più manca la consapevolezza della potenziale importanza di conoscere le abitudini di consumo, la geolocalizzazione, qualsiasi informazione rilevante sulla vita di ciascun individuo. 

Come mai? 

Perché tutto il lato offerta del mercato cerca, ormai da una cinquantina di anni, di costruire la domanda in modo subdolo e incosciente; tramite la pubblicità massiva ed indicizzata ad personam violano la possibilità di mantenere la privacy costante.

Le aziende creano un bisogno di un bene che, anche se ne necessario ne voluto antecedentemente, viene acquistato per la volontà di acquistarlo creata artificialmente. 

Questa parte del cambiamento tecnologico è ovviamente irreversibile: non possiamo più tornare indietro per moltissimi motivi. Il lato del problema informativo ancora meno conosciuto dai più e che meriterebbe molta più attenzione riguarda la privacy digitale.

Ognuno di noi vorrebbe, almeno in linea di principio, che le sue thread in un gruppo di amici rimangano secretate, che nessuno possa controllare contro la sua volontà, ma purtroppo non è sempre cosi! 

Legge Privacy 2020

Dall’acquisizione di Whatsapp da parte di Facebook infatti abbiamo visto l’implementazione di un sistema di crittografia, ideata da un visionario e folle genio della Silicon Valley (Moxie Marlinspike, uno pseudonimo azzeccato per qualcuno che si occupa di crittografia) end to end, ovvero un modo di criptare le informazioni direttamente tra i due interlocutori, tramite un sistema di chiavi pubbliche e private che fanno uso della solita lentezza dei personal computer nello scomporre in fattori primi i numeri molto grandi. 

Moxie Marlinspike ha voluto creare questo sistema di crittografia per proteggere qualsiasi file venisse inviato in una chat Whatsapp (testo, audio o video), in modo che non fosse visibile neanche alla stessa azienda che possiede l’app. 

Problemi Futuri per la privacy

Ci sono molti altri modi di poter proteggere i propri dati sensibili in Internet; scegliere password sicure e cambiarle spesso, in modo da evitare attacchi hacker che usano la c.d. Bruteforce per accedere agli account che hanno, per esempio, solamente password composte da lettere, o solo numeri, alla fine la combinazione migliore è quella che induce il computer a fare più tentativi, ovvero unendo tante variabili (è uno dei principi base del calcolo probabilistico!) 

Infine non possiamo non citare l’ormai prossimo futuro dei computer quantistici che, a differenza dei computer tradizionali, non hanno problemi che derivano dalle operazioni di scomposizione in fattori primi, basti pensare che l‘algoritmo capace di risolvere questi problemi tramite i computer quantistici esiste dalla fine degli anni ‘80.

Oppure la possibilità che provando la “congettura di Riemann” (posssiamo stare tranquilli per ora, lo stesso Terence Tao, non vede possibilità entro 50-60 anni) vengano a cedere tutti i meccanismi di sicurezza dei conti bancari, per quanto complessa possa sembrare la risoluzione di uno dei Problemi del Millennio siamo molto vicini al momento in cui ciò avverrà. 

La privacy in rete è fondamentale, per custodire le nostre informazioni sensibili come codici di conto bancario, ma anche le informazioni strettamente personali (si pensi agli hacking degli account iCloud di molte celebrità), per costruire un mondo più sicuro e più libero.

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