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Luglio 9, 2020
BusinessNews

Il piano RISE: da disoccupato a startupper

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Il piano RISE: da disoccupato a startupper

“Invece di licenziare i vostri dipendenti, aiutateli a diventare loro stessi imprenditori” è ciò che ha affermato Chris Locke, rivolgendosi ai capi delle grandi aziende colpite dal covid-19, proponendo il suo piano RISE.

La situazione economica delle start-up

Dall’inizio della crisi economica e lavorativa innescata dalla pandemia, circa il 72% delle start-up ha registrato un calo di entrate. I dati preoccupanti riguardano il personale ed i finanziamenti:
1) oltre il 60% delle start-up ha licenziato o ridotto gli stipendi ai dipendenti;

2) circa il 31% ha ridotto i posti di lavoro in ricerca e sviluppo e circa il 32% nei lavori di Product Software;

3) il Global venture capital funding è diminuito del circa 20% dall’inizio del Covid-19.

Secondo i dati di Startup Genome, almeno il 40% di start-up si trovano nella “red zone”. In altre parole sta ad indicare l’avere un residuo inferiore a tre mesi di liquidità prima di arrivare al fallimento.

Chi è Chris Locke ed il suo piano RISE

Chris Locke è a capo di Rainmaking, società di consulenza globale per la creazione di imprese ed innovazione con base a Copenaghen e con uffici in nove paesi del mondo. Rainmaking, dal 2007, costruisce ed accelera start-up su cui investe assieme a grandi aziende. Nell’ultimo decennio, ha contribuito ad costruire e velocizzare più di 850 start-up attraverso il programma di accelerazione Startupbootcamp.

Il suo piano RISE

Effettuare licenziamenti è il compito che la maggior parte dei responsabili delle risorse umane sperano di non dover mai affrontare. Soprattutto durante una pandemia che ha causato uno dei più grandi shock economici a memoria d’uomo.
Secondo Locke, le aziende sono impegnate nell’affrontare le sfide ma molte non riescono risollevare il brand e riprendersi dallo shock. Sebbene ciò rappresenti un ruolo predominante, il nuovo paradigma mondiale richiede un percorso alternativo che sposti l’attenzione dalla ricerca di lavoro alla creazione dei posti di lavoro.
Aiutare i dipendenti a costruire start-up può sembrare una strategia contro produttiva. Ma è proprio la storia che insegna che in tempi di crisi e shock ci sono numerose opportunità da cui trarre vantaggio per le nuove start-up.
Il vantaggio risiede nel cambiamento economico e sociale causato dalle recessioni che, apre nuove opportunità di mercato che prima non esistevano o non erano profittevoli.

Il caso Nokia

Il caso più famoso che Locke presenta è il caso di Nokia.
Dieci anni fa Nokia è stata costretta a licenziare oltre 40.000 dipendenti. Scelse di fondare centri in Europa, India e Stati Uniti per aiutare i licenziati a trovare un nuovo lavoro, sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Creò il cosiddetto “Bridge”, un flusso imprenditoriale per i dipendenti che avevano intenzione di avviare una start-up partendo da un’idea personale. Con questo programma, gli ex dipendenti, proponevano un capitale iniziale di 25.000 euro con la possibilità di raggrupparsi con un massimo di quattro ex dipendenti ed arrivare ad un potenziale pool di 100.000 euro. Nel Bridge era offerta anche un programma di formazione e strumenti guida per una crescita di successo.

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RISE

RISE combina l’esperienza e le conoscenze di Rainmaking e Startupbootcamp, proponendosi come il primo programma di accelerazione globale virtuale. Il programma aiuta a testare l’idea ed a dotare gli aderenti di strumenti e mentalità necessari per trasformarla in un’attività commerciale. È caratterizzato da un mix di workshop virtuali, tutoraggio ed apprendimento digitale settimanale. Il tutto supportato da una comunità dove si possono condividere idee, intuizioni e strategie per accrescere il business.

Come attuare il piano RISE

  • Rafforzare la collaborazione: spronare coloro che vengono licenziati a trovare uno spazio per collaborare, incontrarsi e creare connessioni attorno ai problemi che vogliono risolvere;
  • Comunicare: questa iniziativa può essere utilizzata per attrarre nuovi talenti, per costruire relazioni con clienti e nuove aziende e costruire un band equity più forte;
  • Supporto: non offrire solo servizi di outplacement di default ma fornire il percorso alternativo attraverso un supporto mirato.

La strategia di Chris Locke oggettivamente può sembrare folle. Eppure scommettere sul valore del capitale umano può rappresentare la possibilità per le persone di costruire il loro futuro, aiutando allo stesso tempo a stimolare l’economia nelle comunità di cui sono parte integrante.
“Le aziende in crisi, possono pagare una buona uscita e condannarli ad un futuro in cui dovranno mandare il curriculum a chiunque, oppure pagare questo corso e invitarli a crearsi un lavoro, magari realizzando il sogno che hanno sempre avuto”, conclude Locke nel suo blog, sarà davvero la giusta strategia di risalita?

 

 

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