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Aprile 17, 2020
BusinessMarketing

I valori del buon Marketing

Vi è mai capitato di sentire in un discorso i pregiudizi negativi di un amico o parente quando parlano di consumi, economia e marketing?


Perché sembra che i valori del mondo aziendale e del marketing non siano, a prima vista, compatibili con quelli della gente comune?

 

Personalmente, mi è sempre piaciuto ascoltare le opinioni dei miei amici che, davanti una birra e con qualche risata, richiamano grandiose critiche “al sistema”, alla “società consumista”. Sono frasi che si riscontrano quando capita di origliare discorsi della gente al bar, o nel prendere un caffe’ con i colleghi la mattina prima di andare al lavoro. Dicono “ormai le pubblicità hanno invaso tutto”, “non se ne può più della robaccia che ti tirano in faccia!”

 

Effettivamente pensandoci, molte volte non hanno tutti i torti. Ovunque si va troviamo pubblicità irritanti che t’invadono il cervello con canzoncineIl fatto è che molte strategie adottate da alcune aziende tartassano (anche involontariamente) il passante, come lo street marketing, dove il cittadino ha la vista invasa da cartelloni, o spesso si ritrova ad incrociare team di ragazzi ingaggiati al volantinaggio. Inoltre sappiamo tutti che fine fanno tra l’essere buttati subito tra la spazzatura, riempire per mesi in una borsa o gettati direttamente per strada.

Diciamo che il concetto di eleganza va quasi sempre a perdersi nelle strategie usate per propagare un’immagine o un prodotto.

 

Ma cosa differenzia una buona strategia di marketing da una inefficace? Come si può arrivare a soddisfare i consumatori senza rompergli troppo le scatole? Cos’è che attrae l’attenzione delle persone?

Succede tutti i giorni che le aziende spendono quantità esorbitanti di denaro per cercare di spingere il loro nome davanti agl’altri, ma è una tattica ideale alla lunga andata?

 

Mi ricordo della Goodby Silverstein & Partners che ingaggiata dalla California Milk Processor Board mise da parte le campagne che quest’ultima aveva da tempo attuato mirate a dimostrare le proprietà benefiche del latte stando in piena competizione con l’industria della soia.
Convincendoli a cambiare strategia, adottarono l’iconica frase “GOT MILK?“.

Questo fiondò in alto gl’incassi dell’industria latticina… Perchè però? Perchè il punto non era più stipulare se il latte facesse male o no, ma assicurarsi che la gente l’avesse in casa a prescindere, dunque trattandolo a tutti gli effetti come un cibo di base.

 

Steve Jobs disse clamorosamente che il buon marketing dev’essere basato sui valori importanti. Non è tanto il prodotto in sé quanto la storia o l’obbiettivo idealizzato che vuoi raggiungere con l’aiuto di esso.
Intuitivamente pensiamo ad un prodotto che vincoli il meno possibile il raggiungimento di quel fine.

Jay Conrad Levinson, nel 1984 parlò perfino dell’importanza delle leggende metropolitane come mezzo utilissimo per influenzare i cittadini, spingendoli a comprare un bene o servizio. Fa quasi da estremo per aiutare a dimostrare un punto davvero importante, cioè l’uso di una narrativa che spicchi, che sia credibile e che abbia una risonanza con i valori delle persone.

 

Gente, mercato e offerta

Ovviamente le aziende più grandi ed importanti possiedono fondi o mezzi per portare avanti progetti col fine di incrementare la loro visibilità nel mercato che altri competitor più piccoli non sempre hanno.

Steve Jobs, che ho citato prima, ammise apertamente numerose volte di quanti soldi sono stati buttati sull’immagine della propria azienda, però alla fine ha sempre fedelmente difeso l’idea che il marketing senza valori e una storia non può andare molto lontano.

 

Un caso che tutti conosciamo come anomalo è quello di Elon Musk, CEO di Tesla e SpaceX, che da sempre ha optato per un approccio quasi radicale, però dall’altro verso, preferendo di investire quantità misere in marketing e buttare tutto in R&D, concentrando il più possibile le forze delle sue aziende sulla qualità dei prodotti e servizi, innovazioni tecnologiche e specialmente sulla nobiltà dei loro valori e scopi, cioè di creare le migliori macchine elettriche del mondo, di salvaguardare l’atmosfera riducendo le emissioni ed infine di portare l’uomanità su altri mondi.

Cinquant’anni fa li avremmo definiti solamente sogni. Oggi, grazie all’ambizione e l’impegno di queste aziende e competitori simili, diventano sempre più una realtà concreta.

E’ proprio l’ammirazione che le persone hanno per queste imprese, scopi e valori che sta alla base di questo approccio di marketing relativamente indiretto fatto a voce dai clienti e non.

Le aziende potranno anche continuare ad imbrattare i muri del web con ondate di Ad e pubblicità,non rispettando ciò che le persone davvero vogliono e necessitano dal mercato. Continueranno col fare tanto rumore e purtroppo ciò andrà sicuramente ad influenzare negativamente ancor di più l’idea che le persone hanno dei metodi usati nella divulgazione di un buon prodotto, però questo approccio miopico sarà sempre correlato con aziende minori e non sempre ben performanti.

 

Mercato del passato, ma anche mercato del futuro

 

L’importanza di una reale, buona e semplice storia, uno scopo nobile ed ottimi valori, che insieme formano le fondamenta per la formazione di una azienda, saranno i fattori vitali per attrarre il buonsenso del comune cittadino.

 

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